Archive for novembre, 2009

Serata di avvicinamento al vino

Ieri sera, 13 Novembre la serata dedicata agli ospiti si è svolta presso l’Enoiteca Il Pomo d’Oro, condotta Slowfood di Bassano del Grappa. Ringraziamo Letizia Bonamigo e Maurizio Bertolo che ci hanno ospitato.

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Come ci è venuto l’abbinamento vino -> imprenditoria? … Eccovi il collegamento logico:

L’olfatto è un senso fondamentale che direttamente e senza filtri arriva al cervello. E’ un senso che stiamo trascurando e affossando: assuefatti a profumi sintetici non riconosciamo il nostro odore, o quello della persona cara o amica. Come mai si dice “Aver fiuto per gli affari” o sentir “L’odore dei soldi” o “Odore di bruciato” riferendosi ad una fregatura?

Lo spirito di Wondernet è quello di indagare l’apprendimento imprenditoriale sensorialmente non solo per le vie di scari testi.

E’ proprio perciò che ci interessa il vino che vogliamo saperne di più, guarda caso i romani quando decidevano di stanziare in un luogo piantavano per prima cosa la vite, questo è uno dei motivi per cui il vino è importante anche storicamente.”

Così, per riassumere come si è svolta la serata abbiamo preferito inserire “La messa a punto quotidiana” fornita dal nostro presidente onorario Alessandro Carli, ci sembra quanto mai rappresentativa dello spirito della serata, buona lettura

(continua…)

L’angolo dell’Economo (a cura di Valter Campagnolo)

articoli  Roubini e Morya Longo  ”SOLE 24 ORE” del 03 nov. 2009.
Sì. Sì, caro R …. , lo avevo letto quell’articolo della  dott.ssa  Longo a pagina 43 del nostro 24 ore. Interessante…
E’ un po’ quello che si legge anche altrove: “gli indici di produzione crescono ma l’economia è altrove.” (Nel carry trade, direbbe Roubini, a pag. 1 dello stesso 24 ore)
Tra l’altro, come ormai sappiamo benissimo, questi dati statistici sfornati a ritmo continuo vengono rivisti e spesso anche invertiti di segno… Mah…
Dall’altra parte (articoletto piccolo piccolo) il Baltic Dry Index cresce. Il Baltic NON E’ una valutazione statistica nè un sondaggio. E’ quanto si paga per avere una nave, e siccome il 90% delle merci del mondo vengono portate con la nave, è reale, fattivo dell’andamento economico. Servono navi per portare ferro. Punto. E non è statunitense o europeo, è mondiale.
Sull’incertezza della ripresa mondiale questo indice oggi dà una risposta, e la risposta è: ripresa.
Mi piace l’articolo della Longo quando ci sottopone un quesito vecchio come il cucco: come potranno le famiglie americane mettersi a comprare se il debito  che hanno è  il 130% del loro reddito??
Io ho una risposta, del tutto personale ma che spero la farà sorridere:
TREMENDO! Ho debiti per il 200% del mio reddito. Ehhh, che spendaccione sono stato…
Ma sette anni fa avevo debiti per il 300% del mio reddito, più  del doppio  delle famiglie americane.
E non sono morto (ancora).  A 40 anni la mia vita è ricominciata, e 7 anni fa ho comprato casa…
Anzi, in questi  sette  anni ho continuato a mangiare, ho comprato un sacco di mobili e ho cambiato automobile (usata naturalmente…) , ripagando nel frattempo parte del mio debito e senza avere creditori fuori dalla porta con il forcone.
Certo, non che la mia vita sia splendida: i miei amici mi dicono che sono avaro, io  penso di essere solo un po’ parsimonioso…
E meno male, perchè se potessi spendere e spandere a mio piacimento, se tenessi l’automobile e tutte le luci sempre accese ecc ecc, ci vorrebbero cinque, sei, sette pianeti per mentenerci…
Ho quindi il sospetto che questi della Longo siano problemi più concettuali che reali: quanto tempo hanno per pagare il loro debito le famiglie americane??
Un giorno o 10 anni?
E’ mai esistita una economia che  non fa debito?
Il debito che cos’è?
Debito pari al 130% del reddito: e allora?      Perchè una non-notizia dovrebbe fare tanta paura?
Non vorrei che lei scambiasse tutto questo con previsioni di crescite mirabolanti in borsa.
La borsa, come affermo spesso, è “autoreferenziale” e risponde ad altri stimoli (la chiusura di metà degli Hedge Funds del 2008, il carry trade di Roubini, la massa M3, l’emotività , le previsioni (= speculazione…)  ecc).
La crisi economica che stiamo vivendo è frutto del crollo delle borse o  quanto meno di una spirale perversa crollo-paura-crisi-crollo.
Il crollo delle borse è stato il frutto di politiche di investimento dissennate,  fatte più in “effetto branco” (sono avido, il carry trade lo fanno tutti, lo faccio anch’io), che con la razionalità del “valore”   – alla Buffett, per capirci.
Il crollo c’è stato quando tutti insieme e contemporaneamente hedge e banche prima comprato e poi hanno improvvisamente smontato i loro  carry trades . Punto.
Ma in realtà l’unica cosa che vorrei affermare con questa mia è: nei periodi negativi sul giornale troverà (quasi) solo notizie “negative”.
Se invece la borsa sale troverà (quasi) solo notizie positive.
Sul giornale troviamo quello che “tira” in quel momento, e in un certo senso quello che vogliamo, non l’equilibrio (io ho trovato l’articoletto del Baltic Index , minuscolo Pollicino degli articoletti,  a pag 48).
Un tentativo di trovare equilibrio è cercare di guardare gli indicatori “giusti”: a conferma di ciò il Superindice (LEI) ad AGOSTO ci aveva chiaramente detto: I MESI FUTURI SARANNO PIU’ INCERTI PER L’ECONOMIA (è uscito positivo ma più debole del previsto). Si ricorda?  E così infatti è.
Il LEI è un’indicatore stabile e quindi importante (secondo Bertoncello).
Il LEI del 22 ottobre (c’è un’unica pubblicazione mensile) è invece uscito a + 1% ( e sopra l’aspettativa di + 0,8%): questo fa il paio con il Baltic.
Ciò fa pensare ad una crescita dell’economia nei prossimi mesi, negli USA almeno.
Quindi, forse il problema per le borse adesso è che l’economia sembra andare TROPPO BENE, facendo pensare a prossime restrizioni monetarie (= chiusura di carry trade).  Il calo nella crescita di M3 nell’ultimo mese ne può essere una conferma: le banche centrali stanno “inventando” meno denaro da mettere in circolo.
Tutto sommato, pur non sapendo esattamente quanti Hedge siano oggi attivi,  ritengo siano circa la metà di due anni fa.  Anche l’effetto di un loro smontaggio massivo potrebbe non essere devastante, alla Roubini.   Sta anche alle autorità capire ed intervenire.
Ma la borsa continuerà a badare a sé. Beh, una cosa è vera: il Superindice ha girato positivamente a febbraio. Come dice Bertoncello, quando il LEI gira mantiene la direzione per mesi o anni.  Qualche chiave di lettura  praticabile  forse c’è…   v.

Partendo dagli stimolanti articoli del famoso professor Roubini (link sul 24 ore) e di Morya Longo “Wall Street incerta sui segni di ripresa” dello stesso giorno a pag. 43 (di cui non trovo il link),  che in sostanza dice (mi perdoni,  d.ssa Longo, se mi permetto di riassumere le Sue parole…) che, nonostante i buoni segnali che giungono dall’economia, gli investitori resterebbero molto cauti. Cauti perchè  l’economia sarebbe “drogata” dagli incentivi pubblici, e cauti per l’indebitamento delle famiglie americane pari al 130% del loro reddito.

Anche se, dice la brava Longo, il vero motivo della correzione di borsa in essere (da metà ottobre la borsa italiana ha perso più del 10%, e quella USA circa il 7%), forse, è la chiusura di operazioni di Carry Trade in vista di fine anno.

Allora, visto che la lettura ha stimolato la fantasia di un mio cliente che me ne ha chiesto un parere, io, con assoluta genuina ingenuità, mi sono permesso di mandargli le mie considerazioni via mail, senza volerne sapere di più di un Professore di New York e di una acuta giornalista del Sole. Le ho buttate lì e hanno il  valore di una chiacchera da bar Sport.

Più che altro le uso per dimostrare, a modo mio, che le notizie sono solo una merce.

Se metterete una taglia “vivo o morto” su di me, vuol dire che avrò colto nel segno e sarete arrivati oltre la terza riga. Se però mi perdonerete, ritenendo il tutto innocente, ve ne sarò più grato.

Valter

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(continua…)

Antonio Morbiato “Bici e gioco di squadra”

Antonio Morbiato “Il gioco di squadra nello sport e nella vita”
Ringraziamo il nostro collega associato Antonio Morbiato per averci parlato della sua esperienza sportiva Professionale e di come lo sport abbia influenzato la sua vita privata e professionale, eccovi il resoconto della sua presentazione … Buona lettura.
La mia esperienza sportiva da ciclista è stata un “crescendo” per gradi fino a livelli dilettantistici elevati, cioé fino alla soglia del professionismo quando la vita mi ha fatto uno sgambetto:  con la morte del socio nell’impresa edile di mio padre; mi sono quindi ritrovato molto giovane a dover scegliere tra lo sport a livello professionale e l’impresa di famiglia.
Ho scelto il lavoro nell’impresa edile per dare una continuità alla famiglia, ma mi sono accorto che l’esperienza fatta dello sport è stata determinante: avevo imparato ad avere grinta, ad essere determinazione, avevo imparato cosa significhino il sacrificio ed il mettersi in gioco continuamente per superare la soglia del dolore.
Anche senza aver potuto completare gli studi, con pazienza, umiltà e determinazione, valori di vita che mi sono stati forniti dalla mia precedente esperienza sportiva, con i miei fratelli siamo riusciti a dare continuità all’impresa di famiglia.
Anche in famiglia con i miei figli, mi sono accorto di quanto i valori trasmessimi dallo sport siano stati importanti, i miei figli hanno “bevuto”  la passione per l’attività sportiva: questo impegno ha dato risultati tangibili. Negli anni abbiamo appurato che una vita corretta dal punto di vista alimentare e di stile è la ricetta per avere carica ed energia. lo sport è tutto questo.
Nelle squadre sportive giovanile che seguo mi sono reso conto della differenza tra chi “vive” lo sport e da chi semplicemente porta i figli a fare calcio o ciclismo
I valori imparati dal far gioco di squadra, siamo riusciti a trasferirli in azienda con i colleghi/dipententi con i quali il rapporto è diretto: l’aiutarsi, scambiarsi idee ed informazioni, il condividere esperienze. Ci siamo resi conto che tutti noi abbiamo le stesse capacità l’importante è metterci nelle condizioni giuste e il fatto di pensare di essere in grado è già una condizione per essere in grado.

Ringraziamo il nostro collega associato Antonio Morbiato per averci parlato della sua esperienza sportiva Professionale e di come lo sport abbia influenzato la sua vita privata e professionale, eccovi il resoconto della sua presentazione … Buona lettura.

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