articoli Roubini e Morya Longo ”SOLE 24 ORE” del 03 nov. 2009.
Sì. Sì, caro R …. , lo avevo letto quell’articolo della dott.ssa Longo a pagina 43 del nostro 24 ore. Interessante…
E’ un po’ quello che si legge anche altrove: “gli indici di produzione crescono ma l’economia è altrove.” (Nel carry trade, direbbe Roubini, a pag. 1 dello stesso 24 ore)
Tra l’altro, come ormai sappiamo benissimo, questi dati statistici sfornati a ritmo continuo vengono rivisti e spesso anche invertiti di segno… Mah…
Dall’altra parte (articoletto piccolo piccolo) il Baltic Dry Index cresce. Il Baltic NON E’ una valutazione statistica nè un sondaggio. E’ quanto si paga per avere una nave, e siccome il 90% delle merci del mondo vengono portate con la nave, è reale, fattivo dell’andamento economico. Servono navi per portare ferro. Punto. E non è statunitense o europeo, è mondiale.
Sull’incertezza della ripresa mondiale questo indice oggi dà una risposta, e la risposta è: ripresa.
Mi piace l’articolo della Longo quando ci sottopone un quesito vecchio come il cucco: come potranno le famiglie americane mettersi a comprare se il debito che hanno è il 130% del loro reddito??
Io ho una risposta, del tutto personale ma che spero la farà sorridere:
TREMENDO! Ho debiti per il 200% del mio reddito. Ehhh, che spendaccione sono stato…
Ma sette anni fa avevo debiti per il 300% del mio reddito, più del doppio delle famiglie americane.
E non sono morto (ancora). A 40 anni la mia vita è ricominciata, e 7 anni fa ho comprato casa…
Anzi, in questi sette anni ho continuato a mangiare, ho comprato un sacco di mobili e ho cambiato automobile (usata naturalmente…) , ripagando nel frattempo parte del mio debito e senza avere creditori fuori dalla porta con il forcone.
Certo, non che la mia vita sia splendida: i miei amici mi dicono che sono avaro, io penso di essere solo un po’ parsimonioso…
E meno male, perchè se potessi spendere e spandere a mio piacimento, se tenessi l’automobile e tutte le luci sempre accese ecc ecc, ci vorrebbero cinque, sei, sette pianeti per mentenerci…
Ho quindi il sospetto che questi della Longo siano problemi più concettuali che reali: quanto tempo hanno per pagare il loro debito le famiglie americane??
Un giorno o 10 anni?
E’ mai esistita una economia che non fa debito?
Il debito che cos’è?
Debito pari al 130% del reddito: e allora? Perchè una non-notizia dovrebbe fare tanta paura?
Non vorrei che lei scambiasse tutto questo con previsioni di crescite mirabolanti in borsa.
La borsa, come affermo spesso, è “autoreferenziale” e risponde ad altri stimoli (la chiusura di metà degli Hedge Funds del 2008, il carry trade di Roubini, la massa M3, l’emotività , le previsioni (= speculazione…) ecc).
La crisi economica che stiamo vivendo è frutto del crollo delle borse o quanto meno di una spirale perversa crollo-paura-crisi-crollo.
Il crollo delle borse è stato il frutto di politiche di investimento dissennate, fatte più in “effetto branco” (sono avido, il carry trade lo fanno tutti, lo faccio anch’io), che con la razionalità del “valore” – alla Buffett, per capirci.
Il crollo c’è stato quando tutti insieme e contemporaneamente hedge e banche prima comprato e poi hanno improvvisamente smontato i loro carry trades . Punto.
Ma in realtà l’unica cosa che vorrei affermare con questa mia è: nei periodi negativi sul giornale troverà (quasi) solo notizie “negative”.
Se invece la borsa sale troverà (quasi) solo notizie positive.
Sul giornale troviamo quello che “tira” in quel momento, e in un certo senso quello che vogliamo, non l’equilibrio (io ho trovato l’articoletto del Baltic Index , minuscolo Pollicino degli articoletti, a pag 48).
Un tentativo di trovare equilibrio è cercare di guardare gli indicatori “giusti”: a conferma di ciò il Superindice (LEI) ad AGOSTO ci aveva chiaramente detto: I MESI FUTURI SARANNO PIU’ INCERTI PER L’ECONOMIA (è uscito positivo ma più debole del previsto). Si ricorda? E così infatti è.
Il LEI è un’indicatore stabile e quindi importante (secondo Bertoncello).
Il LEI del 22 ottobre (c’è un’unica pubblicazione mensile) è invece uscito a + 1% ( e sopra l’aspettativa di + 0,8%): questo fa il paio con il Baltic.
Ciò fa pensare ad una crescita dell’economia nei prossimi mesi, negli USA almeno.
Quindi, forse il problema per le borse adesso è che l’economia sembra andare TROPPO BENE, facendo pensare a prossime restrizioni monetarie (= chiusura di carry trade). Il calo nella crescita di M3 nell’ultimo mese ne può essere una conferma: le banche centrali stanno “inventando” meno denaro da mettere in circolo.
Tutto sommato, pur non sapendo esattamente quanti Hedge siano oggi attivi, ritengo siano circa la metà di due anni fa. Anche l’effetto di un loro smontaggio massivo potrebbe non essere devastante, alla Roubini. Sta anche alle autorità capire ed intervenire.
Ma la borsa continuerà a badare a sé. Beh, una cosa è vera: il Superindice ha girato positivamente a febbraio. Come dice Bertoncello, quando il LEI gira mantiene la direzione per mesi o anni. Qualche chiave di lettura praticabile forse c’è… v.
Partendo dagli stimolanti articoli del famoso professor Roubini (link sul 24 ore) e di Morya Longo “Wall Street incerta sui segni di ripresa” dello stesso giorno a pag. 43 (di cui non trovo il link), che in sostanza dice (mi perdoni, d.ssa Longo, se mi permetto di riassumere le Sue parole…) che, nonostante i buoni segnali che giungono dall’economia, gli investitori resterebbero molto cauti. Cauti perchè l’economia sarebbe “drogata” dagli incentivi pubblici, e cauti per l’indebitamento delle famiglie americane pari al 130% del loro reddito.
Anche se, dice la brava Longo, il vero motivo della correzione di borsa in essere (da metà ottobre la borsa italiana ha perso più del 10%, e quella USA circa il 7%), forse, è la chiusura di operazioni di Carry Trade in vista di fine anno.
Allora, visto che la lettura ha stimolato la fantasia di un mio cliente che me ne ha chiesto un parere, io, con assoluta genuina ingenuità, mi sono permesso di mandargli le mie considerazioni via mail, senza volerne sapere di più di un Professore di New York e di una acuta giornalista del Sole. Le ho buttate lì e hanno il valore di una chiacchera da bar Sport.
Più che altro le uso per dimostrare, a modo mio, che le notizie sono solo una merce.
Se metterete una taglia “vivo o morto” su di me, vuol dire che avrò colto nel segno e sarete arrivati oltre la terza riga. Se però mi perdonerete, ritenendo il tutto innocente, ve ne sarò più grato.
Valter

(continua…)