La pagina dell’Economista a cura di Valter Campagnolo

Ecco l’andamento di alcuni titoli azionari in borsa, dal 1997 ad oggi, escludendo dividendi e operazioni sul capitale. La scelta dei titoli è stata più o meno casuale. Ad esempio Enel manca.
Una persona che avesse costruito un portafoglio equamente diviso tra tutti questi titoli avrebbe realizzato il 150% circa di apprezzamento. Ipotizzo che un ulteriore 40% sarebbe derivato dai dividendi, portando a triplicare il patrimonio, e confermando quanto il maestro delle elementari mi diceva: tieni azioni se le puoi diversificare e se le puoi mantenere a lungo disinteressandoti dell’andamento a breve.
Titolo Prezzo                       Performance Prezzo Performance
Inizio 1997 01/11/2007      17/12/2009      17/12/2009
Unicredit 0,90 600% 2,28 150%
Popolare
Emilia Romagna 5,20 300% 10,30               100%
Pop Milano 3,80 160%                  5,00 30%
Bco Desio Brianza     1,45 400%                  4,27                200%
Credito Bergamasco   10 340% 23,50              130%
Bca Intesa 0,90 500% 3,07 220%
Credem 1,90 400% 5,33 180%
Eni 8 210% 17,10 110%
Telecom 0,7 230% 1,09 55%
Finmeccanica 5,40 270% 11,25              110%
Recordati 0,85 700% 5,18 500%
Italcementi 4,20 280% 9,50 130%
Buzzi Unicem 5 370% 11,02 120%
Fondiaria Sai 13,90 140% 10,70            - 20%
Bca Intermob 0,55 1100% 2,99 430%
Bca Pop Sondrio 5,30 400%                    6,95             – 15%
Mediobanca 3,60 300% 8,20              120%
Generali 13,70 140% 18,15              30%
Tenaris* 2* 990% 14,15 600%
Fiat 19 20% 10,45 – 20%
Stm** 11,90** 10% 6 – 50%
Mediaset 3,60 90% 5,65               55%
Danieli 6,10 350% 17,30 180%
Campari*** 3 140% 7,30              140%.
* dal 2003;     ** da 06/1998;        *** da 07/2001
Questi dati sono solo in parte rappresentativi di un guadagno o di una perdita in borsa
Il titolo più deludente per me è la tanto blasonata Generali, pur mancando, appunto, la controprova delle operazioni sul capitale.
Non si capirebbe anche a “buon senso” come potrebbero scendere i valori delle aziende e salire, che so, i valori immobiliari.
In altre parole, ove le aziende (cioè il lavoro) non producessero ricchezza, non ci potrebbe essere apprezzamento degli altri valori. Vi pare? Desidero vostri commenti

Volentieri condividiamo le riflessioni del nostro collega associato Valter Campagnolo, buona lettura:

Ecco l’andamento di alcuni titoli azionari in borsa, dal 1997 ad oggi, escludendo dividendi e operazioni sul capitale. La scelta dei titoli è stata più o meno casuale. Ad esempio Enel manca.

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Il Bilancio Emozionale

I numeri parlano una lingua univoca ed istantanea, siamo modestamente in attivo e preferisco  soffermarmi sul bilancio culturale, emozionale e psicologico di quest’anno di attività.
Siamo persone prima di qualsiasi altro ruolo. Ricerca nella persona: questo è stato il fil rouge.  Ogni persona imprenditore è i suoi sensi: vecchia e nuova comunicazione, Cabala e radio. Salute e statuto: lo rileggeremo ancora all’inizio dell’anno perché ognuno degli associati ha degli obblighi associativi. Un sito attivo, i biglietti da visita, cose concrete che hanno a che fare con il tatto. Marchio e Logo comunicazione visuale, leggere un bilancio: illuminante prezzo su mezzi propri, quanto vale la mia azienda, ciò che faccio? Fuori a contatto con il mondo e la cultura: una visita a Villa Barbaro, una gita. Emozioni, cosa vi ricordate di quel giorno? Proprietà intellettuale, vi siete chiesti quanto valgono le vostre idee?  Il vostro cervello? E di cervello abbiamo continuato a parlare attraverso al figura di leader dell’augusto Cesare: condottiero, politico, stratega,  osservatore, analizzatore, come un imprenditore? Un piccolo stacco, musica e creatività… ci si
può far ispirare da Disney. Energia solare ed energia umana, come la selezione del personale.  Bici, mattone e squadra. Fatica e corpo. Fiuto e gusto, servono anch’essi negli affari. Bilancio sociale, la presentazione di Eleuterio. Poi rimedi contro la crisi, abbondanza, leadership sportiva. Cosa vi siete portati a casa nel 2009? Un grande successo è la collaborazione che si è instaurata grazie a Wnet fra Barbara e Annouchka.  Wondernet è un luogo di promozione: rendete visibili le vostre attività, nella pausa caffè e sul nostro sito. Usate Wnet per esporre idee, per chiedere giudizi, per fare rete. Avete pronta un’offerta speciale da sottoporre quest’anno ai colleghi associati? Cosa fa quell’associato di cui potrei fruire? Andate sul sito, mettete la segreteria in condizioni di poter compilare le vostre schede. Linchiamo i nostri siti per crescere nei motori di ricerca in rete.  Perché non pensate ad un’offerta speciale da sottoporre agli associati?  Wnet è un
luogo di verifica,  confronto. Vi chiedo ancora: cosa vi siete portati a casa in un anno di Wnet? Quali sono i vostri desideri per il futuro di Wnet? Cosa porterete voi nel 2010, perché noi vi portiamo questo: Calendario Wnet2010.
MI numeri parlano una lingua univoca ed istantanea, siamo modestamente in attivo e preferisco  soffermarmi sul bilancio culturale, emozionale e psicologico di quest’anno di attività.
Siamo persone prima di qualsiasi altro ruolo. Ricerca nella persona: questo è stato il fil rouge.  Ogni persona imprenditore è i suoi sensi: vecchia e nuova comunicazione, Cabala e radio. Salute e statuto: lo rileggeremo ancora all’inizio dell’anno perché ognuno degli associati ha degli obblighi associativi. Un sito attivo, i biglietti da visita, cose concrete che hanno a che fare con il tatto. Marchio e Logo comunicazione visuale, leggere un bilancio: illuminante prezzo su mezzi propri, quanto vale la mia azienda, ciò che faccio? Fuori a contatto con il mondo e la cultura: una visita a Villa Barbaro, una gita. Emozioni, cosa vi ricordate di quel giorno? Proprietà intellettuale, vi siete chiesti quanto valgono le vostre idee?  Il vostro cervello? E di cervello abbiamo continuato a parlare attraverso al figura di leader dell’augusto Cesare: condottiero, politico, stratega,  osservatore, analizzatore, come un imprenditore? Un piccolo stacco, musica e creatività… ci si
può far ispirare da Disney. Energia solare ed energia umana, come la selezione del personale.  Bici, mattone e squadra. Fatica e corpo. Fiuto e gusto, servono anch’essi negli affari. Bilancio sociale, la presentazione di Eleuterio. Poi rimedi contro la crisi, abbondanza, leadership sportiva. Cosa vi siete portati a casa nel 2009? Un grande successo è la collaborazione che si è instaurata grazie a Wnet fra Barbara e Annouchka.  Wondernet è un luogo di promozione: rendete visibili le vostre attività, nella pausa caffè e sul nostro sito. Usate Wnet per esporre idee, per chiedere giudizi, per fare rete. Avete pronta un’offerta speciale da sottoporre quest’anno ai colleghi associati? Cosa fa quell’associato di cui potrei fruire? Andate sul sito, mettete la segreteria in condizioni di poter compilare le vostre schede. Linchiamo i nostri siti per crescere nei motori di ricerca in rete.  Perché non pensate ad un’offerta speciale da sottoporre agli associati?  Wnet è un
luogo di verifica,  confronto. Vi chiedo ancora: cosa vi siete portati a casa in un anno di Wnet? Quali sono i vostri desideri per il futuro di Wnet? Cosa porterete voi nel 2010, perché noi vi portiamo questo: Calendario Wnet2010.
M I numeri parlano una lingua univoca ed istantanea, siamo modestamente in attivo e preferisco  soffermarmi sul bilancio culturale, emozionale e psicologico di quest’anno di attività.
Siamo persone prima di qualsiasi altro ruolo. Ricerca nella persona: questo è stato il fil rouge.  Ogni persona imprenditore è i suoi sensi: vecchia e nuova comunicazione, Cabala e radio. Salute e statuto: lo rileggeremo ancora all’inizio dell’anno perché ognuno degli associati ha degli obblighi associativi. Un sito attivo, i biglietti da visita, cose concrete che hanno a che fare con il tatto. Marchio e Logo comunicazione visuale, leggere un bilancio: illuminante prezzo su mezzi propri, quanto vale la mia azienda, ciò che faccio? Fuori a contatto con il mondo e la cultura: una visita a Villa Barbaro, una gita. Emozioni, cosa vi ricordate di quel giorno? Proprietà intellettuale, vi siete chiesti quanto valgono le vostre idee?  Il vostro cervello? E di cervello abbiamo continuato a parlare attraverso al figura di leader dell’augusto Cesare: condottiero, politico, stratega,  osservatore, analizzatore, come un imprenditore? Un piccolo stacco, musica e creatività… ci si
può far ispirare da Disney. Energia solare ed energia umana, come la selezione del personale.  Bici, mattone e squadra. Fatica e corpo. Fiuto e gusto, servono anch’essi negli affari. Bilancio sociale, la presentazione di Eleuterio. Poi rimedi contro la crisi, abbondanza, leadership sportiva. Cosa vi siete portati a casa nel 2009? Un grande successo è la collaborazione che si è instaurata grazie a Wnet fra Barbara e Annouchka.  Wondernet è un luogo di promozione: rendete visibili le vostre attività, nella pausa caffè e sul nostro sito. Usate Wnet per esporre idee, per chiedere giudizi, per fare rete. Avete pronta un’offerta speciale da sottoporre quest’anno ai colleghi associati? Cosa fa quell’associato di cui potrei fruire? Andate sul sito, mettete la segreteria in condizioni di poter compilare le vostre schede. Linchiamo i nostri siti per crescere nei motori di ricerca in rete.  Perché non pensate ad un’offerta speciale da sottoporre agli associati?  Wnet è un
luogo di verifica,  confronto. Vi chiedo ancora: cosa vi siete portati a casa in un anno di Wnet? Quali sono i vostri desideri per il futuro di Wnet? Cosa porterete voi nel 2010, perché noi vi portiamo questo: Calendario Wnet2010.
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Relazione Conclusiva per l’anno 2009 dal nostro presidente Marina Gemmi

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I numeri parlano una lingua univoca ed istantanea, siamo modestamente in attivo e preferisco  soffermarmi sul bilancio culturale, emozionale e psicologico di quest’anno di attività.

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Sulla  differenza tra  “valore” e “prezzo”

Guardando la tabella sull’ultima pagine del “24 ore” c’è una colonna molto interessante dal titolo “p/mezzi propri” (cfr il link per la definizione di mezzi propri:  http://www.finanze.net/index.php?method=glossary&action=zoom&id=220).
Con il presente interventino, mi astengo nel modo più assoluto dal dare “consigli per gli acquisti” (ognuno si può arrangiare da sè), o giudizi su questa o quella Azienda, ma solo dare umile contributo a ragionare su cose essenzialmente pratiche. Dobbiamo infatti tutti noi cominciare a ragionare su possibilità e non su certezze.
Osservando la tabella posso avere una prima grossolana idea se una azione è sovra- o sottoquotata.
Diciamo che se un’azione vale, che so, 3 x (= tre volte i mezzi propri, mezzi propri che sarebbero grosso modo il valore di liquidazione dell’azienda), mi dovrei almeno trovare davanti ad una azienda che aumenta il proprio utile (e di conseguenza anche le riserve) in modo consistente anno dopo anno. Se così non fosse, quell’azienda sarebbe piuttosto cara, oserei dire sopravalutata.
Se invece una azione vale, che so, meno dei mezzi propri, come minimo mi aspetto prossime perdite di esercizio, da coprire mediante l’utilizzo delle riserve accumulate (e quindi con un calo dei mezzi propri, come una persona che perda peso…), oppure che ci sia un errore di sottovalutazione.
Guardiamo un attimo allora le banche italiane nella tabella del 24 ore…
Banca Carige                0,98 x
Bco Desio                     0,81 x
B.Pop. Emilia Romagna 0,87 x
B.P.Etruria Lazio           0,46 x
B.P.Milano                    0,68 x
B.P.Sondrio                  1,29 x
B.P.Spoleto                  0,85 x
Bco Popolare                0,39 x
Intesa S.Paolo               0,78 x
Ubi Banca                     0,57 x
Unicredit                       0,73 x.
Cosa ne emerge?  Un quadro decisamente sconfortante… Tranne una eccezione tutte sono valutate meno del patrimonio netto (mezzi propri e patrimonio netto sono la stessa cosa)… Sembra anzi che le banche debbano scontare nel prossimo futuro perdite in grado di “mangiarsi” buona parte degli utili accumulati in decenni e decenni di storia…
Chi mi segue ormai conoscerà la tesi: E’ POSSIBILE, FORSE PROBABILE (non certo) CHE LA BORSA STIA SBAGLIANDO A QUOTARE LE BANCHE.
Lo sapremo vivendo. Storicamente, la borsa ha quotato le banche intorno 1,5, 2 x i mezzi propri, quindi, apparentemente, diversamente da quanto tanti articoli dicono, ci sarebbe molto molto spazio di apprezzamento per i corsi.
Perchè dico questo? Perchè a due anni dallo scoppio della crisi, pur nel pessimismo cosmico che ci pervade (che della crisi è uno dei combustibili), NON sono emersi in Italia quei problemi che hanno devastato i conti delle banche anglosassoni. Teniamo presente che molte di quelle banche che hanno causato la crisi e hanno anche avuto bisogno del sostegno pubblico, valgono oggi 2, 3 x i mezzi propri (ad esempio Goldman Sachs…).
D’altra parte, proprio in questi mesi, Banche italiane non quotate offrono ai risparmiatori strumenti di Capitale (azioni, in altre parole) a 2, 3 x il valore dei mezzi propri.
La cosa mi ha colpito, dato che anch’esse dovranno affrontare il guado delle sofferenze sugli affidamenti, visto che il loro mercato, i loro clienti, sono sostanzialmente gli stessi delle Banche quotate. Se guardate la tabella, vedete infatti che non sono quotati solo i colossi del credito, ma anche tante banche regionali e locali.
Come spiegare allora questa differenza di valutazione? La cosa a voi non sembra strana? A me decisamente sì!
Di certo c’è la “bravura” di quegli Istituti che riescono a “vendersi bene”, e a far passare come occasione per i risparmiatori la necessità di raccogliere Capitale di rischio, ma, ripeto, c’è secondo me una eccessiva sfiducia del mercato nei riguardi del sistema bancario (e, aggiungo, anche industriale), che si riflette pesantemente nei corsi di borsa. Insomma: uno di quei casi di scollamento tra “prezzo” e “valore” che succedono abbastanza spesso e che possono durare anche anni.
Senza entrare nei dettagli, alcune banche quotate hanno emesso, o stanno per emettere del prestiti obbligazionari convertibili in azioni, che secondo me rappresentano delle buone opportunità per l’investitore che guardi alle prospettive (”valore”) e non solo al rendimento immediato. Non è un consiglio all’investimento ma un richiamo a valutare “valore” e “prezzo”. In fin dei conti potrebbe essere un’occasione e la storia è molto più ricca di valutazioni sbagliate che non di fallimenti. Che ne dite?Dal nostro associato Valter

Dal nostro collega associato Valter Campagnolo, Buona lettura …

Guardando la tabella sull’ultima pagine del “24 ore” c’è una colonna molto interessante dal titolo “p/mezzi propri” (cfr il link per la definizione di mezzi propri: http://www.finanze.net/index.php?method=glossary&action=zoom&id=220).

Con il presente interventino, mi astengo nel modo più assoluto dal dare “consigli per gli acquisti” (ognuno si può arrangiare da sè), o giudizi su questa o quella Azienda, ma solo dare umile contributo a ragionare su cose essenzialmente pratiche. Dobbiamo infatti tutti noi cominciare a ragionare su possibilità e non su certezze.

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Serata di avvicinamento al vino

Ieri sera, 13 Novembre la serata dedicata agli ospiti si è svolta presso l’Enoiteca Il Pomo d’Oro, condotta Slowfood di Bassano del Grappa. Ringraziamo Letizia Bonamigo e Maurizio Bertolo che ci hanno ospitato.

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Come ci è venuto l’abbinamento vino -> imprenditoria? … Eccovi il collegamento logico:

L’olfatto è un senso fondamentale che direttamente e senza filtri arriva al cervello. E’ un senso che stiamo trascurando e affossando: assuefatti a profumi sintetici non riconosciamo il nostro odore, o quello della persona cara o amica. Come mai si dice “Aver fiuto per gli affari” o sentir “L’odore dei soldi” o “Odore di bruciato” riferendosi ad una fregatura?

Lo spirito di Wondernet è quello di indagare l’apprendimento imprenditoriale sensorialmente non solo per le vie di scari testi.

E’ proprio perciò che ci interessa il vino che vogliamo saperne di più, guarda caso i romani quando decidevano di stanziare in un luogo piantavano per prima cosa la vite, questo è uno dei motivi per cui il vino è importante anche storicamente.”

Così, per riassumere come si è svolta la serata abbiamo preferito inserire “La messa a punto quotidiana” fornita dal nostro presidente onorario Alessandro Carli, ci sembra quanto mai rappresentativa dello spirito della serata, buona lettura

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L’angolo dell’Economo (a cura di Valter Campagnolo)

articoli  Roubini e Morya Longo  ”SOLE 24 ORE” del 03 nov. 2009.
Sì. Sì, caro R …. , lo avevo letto quell’articolo della  dott.ssa  Longo a pagina 43 del nostro 24 ore. Interessante…
E’ un po’ quello che si legge anche altrove: “gli indici di produzione crescono ma l’economia è altrove.” (Nel carry trade, direbbe Roubini, a pag. 1 dello stesso 24 ore)
Tra l’altro, come ormai sappiamo benissimo, questi dati statistici sfornati a ritmo continuo vengono rivisti e spesso anche invertiti di segno… Mah…
Dall’altra parte (articoletto piccolo piccolo) il Baltic Dry Index cresce. Il Baltic NON E’ una valutazione statistica nè un sondaggio. E’ quanto si paga per avere una nave, e siccome il 90% delle merci del mondo vengono portate con la nave, è reale, fattivo dell’andamento economico. Servono navi per portare ferro. Punto. E non è statunitense o europeo, è mondiale.
Sull’incertezza della ripresa mondiale questo indice oggi dà una risposta, e la risposta è: ripresa.
Mi piace l’articolo della Longo quando ci sottopone un quesito vecchio come il cucco: come potranno le famiglie americane mettersi a comprare se il debito  che hanno è  il 130% del loro reddito??
Io ho una risposta, del tutto personale ma che spero la farà sorridere:
TREMENDO! Ho debiti per il 200% del mio reddito. Ehhh, che spendaccione sono stato…
Ma sette anni fa avevo debiti per il 300% del mio reddito, più  del doppio  delle famiglie americane.
E non sono morto (ancora).  A 40 anni la mia vita è ricominciata, e 7 anni fa ho comprato casa…
Anzi, in questi  sette  anni ho continuato a mangiare, ho comprato un sacco di mobili e ho cambiato automobile (usata naturalmente…) , ripagando nel frattempo parte del mio debito e senza avere creditori fuori dalla porta con il forcone.
Certo, non che la mia vita sia splendida: i miei amici mi dicono che sono avaro, io  penso di essere solo un po’ parsimonioso…
E meno male, perchè se potessi spendere e spandere a mio piacimento, se tenessi l’automobile e tutte le luci sempre accese ecc ecc, ci vorrebbero cinque, sei, sette pianeti per mentenerci…
Ho quindi il sospetto che questi della Longo siano problemi più concettuali che reali: quanto tempo hanno per pagare il loro debito le famiglie americane??
Un giorno o 10 anni?
E’ mai esistita una economia che  non fa debito?
Il debito che cos’è?
Debito pari al 130% del reddito: e allora?      Perchè una non-notizia dovrebbe fare tanta paura?
Non vorrei che lei scambiasse tutto questo con previsioni di crescite mirabolanti in borsa.
La borsa, come affermo spesso, è “autoreferenziale” e risponde ad altri stimoli (la chiusura di metà degli Hedge Funds del 2008, il carry trade di Roubini, la massa M3, l’emotività , le previsioni (= speculazione…)  ecc).
La crisi economica che stiamo vivendo è frutto del crollo delle borse o  quanto meno di una spirale perversa crollo-paura-crisi-crollo.
Il crollo delle borse è stato il frutto di politiche di investimento dissennate,  fatte più in “effetto branco” (sono avido, il carry trade lo fanno tutti, lo faccio anch’io), che con la razionalità del “valore”   – alla Buffett, per capirci.
Il crollo c’è stato quando tutti insieme e contemporaneamente hedge e banche prima comprato e poi hanno improvvisamente smontato i loro  carry trades . Punto.
Ma in realtà l’unica cosa che vorrei affermare con questa mia è: nei periodi negativi sul giornale troverà (quasi) solo notizie “negative”.
Se invece la borsa sale troverà (quasi) solo notizie positive.
Sul giornale troviamo quello che “tira” in quel momento, e in un certo senso quello che vogliamo, non l’equilibrio (io ho trovato l’articoletto del Baltic Index , minuscolo Pollicino degli articoletti,  a pag 48).
Un tentativo di trovare equilibrio è cercare di guardare gli indicatori “giusti”: a conferma di ciò il Superindice (LEI) ad AGOSTO ci aveva chiaramente detto: I MESI FUTURI SARANNO PIU’ INCERTI PER L’ECONOMIA (è uscito positivo ma più debole del previsto). Si ricorda?  E così infatti è.
Il LEI è un’indicatore stabile e quindi importante (secondo Bertoncello).
Il LEI del 22 ottobre (c’è un’unica pubblicazione mensile) è invece uscito a + 1% ( e sopra l’aspettativa di + 0,8%): questo fa il paio con il Baltic.
Ciò fa pensare ad una crescita dell’economia nei prossimi mesi, negli USA almeno.
Quindi, forse il problema per le borse adesso è che l’economia sembra andare TROPPO BENE, facendo pensare a prossime restrizioni monetarie (= chiusura di carry trade).  Il calo nella crescita di M3 nell’ultimo mese ne può essere una conferma: le banche centrali stanno “inventando” meno denaro da mettere in circolo.
Tutto sommato, pur non sapendo esattamente quanti Hedge siano oggi attivi,  ritengo siano circa la metà di due anni fa.  Anche l’effetto di un loro smontaggio massivo potrebbe non essere devastante, alla Roubini.   Sta anche alle autorità capire ed intervenire.
Ma la borsa continuerà a badare a sé. Beh, una cosa è vera: il Superindice ha girato positivamente a febbraio. Come dice Bertoncello, quando il LEI gira mantiene la direzione per mesi o anni.  Qualche chiave di lettura  praticabile  forse c’è…   v.

Partendo dagli stimolanti articoli del famoso professor Roubini (link sul 24 ore) e di Morya Longo “Wall Street incerta sui segni di ripresa” dello stesso giorno a pag. 43 (di cui non trovo il link),  che in sostanza dice (mi perdoni,  d.ssa Longo, se mi permetto di riassumere le Sue parole…) che, nonostante i buoni segnali che giungono dall’economia, gli investitori resterebbero molto cauti. Cauti perchè  l’economia sarebbe “drogata” dagli incentivi pubblici, e cauti per l’indebitamento delle famiglie americane pari al 130% del loro reddito.

Anche se, dice la brava Longo, il vero motivo della correzione di borsa in essere (da metà ottobre la borsa italiana ha perso più del 10%, e quella USA circa il 7%), forse, è la chiusura di operazioni di Carry Trade in vista di fine anno.

Allora, visto che la lettura ha stimolato la fantasia di un mio cliente che me ne ha chiesto un parere, io, con assoluta genuina ingenuità, mi sono permesso di mandargli le mie considerazioni via mail, senza volerne sapere di più di un Professore di New York e di una acuta giornalista del Sole. Le ho buttate lì e hanno il  valore di una chiacchera da bar Sport.

Più che altro le uso per dimostrare, a modo mio, che le notizie sono solo una merce.

Se metterete una taglia “vivo o morto” su di me, vuol dire che avrò colto nel segno e sarete arrivati oltre la terza riga. Se però mi perdonerete, ritenendo il tutto innocente, ve ne sarò più grato.

Valter

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Antonio Morbiato “Bici e gioco di squadra”

Antonio Morbiato “Il gioco di squadra nello sport e nella vita”
Ringraziamo il nostro collega associato Antonio Morbiato per averci parlato della sua esperienza sportiva Professionale e di come lo sport abbia influenzato la sua vita privata e professionale, eccovi il resoconto della sua presentazione … Buona lettura.
La mia esperienza sportiva da ciclista è stata un “crescendo” per gradi fino a livelli dilettantistici elevati, cioé fino alla soglia del professionismo quando la vita mi ha fatto uno sgambetto:  con la morte del socio nell’impresa edile di mio padre; mi sono quindi ritrovato molto giovane a dover scegliere tra lo sport a livello professionale e l’impresa di famiglia.
Ho scelto il lavoro nell’impresa edile per dare una continuità alla famiglia, ma mi sono accorto che l’esperienza fatta dello sport è stata determinante: avevo imparato ad avere grinta, ad essere determinazione, avevo imparato cosa significhino il sacrificio ed il mettersi in gioco continuamente per superare la soglia del dolore.
Anche senza aver potuto completare gli studi, con pazienza, umiltà e determinazione, valori di vita che mi sono stati forniti dalla mia precedente esperienza sportiva, con i miei fratelli siamo riusciti a dare continuità all’impresa di famiglia.
Anche in famiglia con i miei figli, mi sono accorto di quanto i valori trasmessimi dallo sport siano stati importanti, i miei figli hanno “bevuto”  la passione per l’attività sportiva: questo impegno ha dato risultati tangibili. Negli anni abbiamo appurato che una vita corretta dal punto di vista alimentare e di stile è la ricetta per avere carica ed energia. lo sport è tutto questo.
Nelle squadre sportive giovanile che seguo mi sono reso conto della differenza tra chi “vive” lo sport e da chi semplicemente porta i figli a fare calcio o ciclismo
I valori imparati dal far gioco di squadra, siamo riusciti a trasferirli in azienda con i colleghi/dipententi con i quali il rapporto è diretto: l’aiutarsi, scambiarsi idee ed informazioni, il condividere esperienze. Ci siamo resi conto che tutti noi abbiamo le stesse capacità l’importante è metterci nelle condizioni giuste e il fatto di pensare di essere in grado è già una condizione per essere in grado.

Ringraziamo il nostro collega associato Antonio Morbiato per averci parlato della sua esperienza sportiva Professionale e di come lo sport abbia influenzato la sua vita privata e professionale, eccovi il resoconto della sua presentazione … Buona lettura.

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Manager infelici? C’é il “Motivatore”

Un personal trainer per uscire dalla Crisi

Alessandro Carli su CATs n. 9 Novembre 2009 – Mensile allegato a Il Giornale di Vicenza

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Per scaricare il numero completo di Cats clickate qui troverete Alessandro Carli a pag. 30

Lo Scudo Fiscale

Lo Scudo Fiscale: presentazione promossa dal nostro collega associato Valter Campagnolo.

E’ un provvedimento del Governo che si suppone riguardi in Italia 100000 persone, ovvero la fascia “ricca” dei contribuenti. Tralasciando le finalità politico-sociali, e vedendolo come una delle armi per la lotta ai “paradisi fiscali”, ecco cosa se ne è detto in riunione a Wondernet, gradito ospite e relatore il Dott. Antonio Balasso di Banca Intermobiliare di Thiene:

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Selezione e lavoro interinale

Luigi Poncato presenta la sua attività di ricerca e selezione di personale, lavoratori collaboratori professionali e specializzati.
il lavoratore interinale può essere anche un dirigente, solitamente per periodi definiti o per i dirigenti a fine carriera.
Gino Giugni nei primi anni ‘90 è stato il promotore della legge per il lavoro interinale, perfezionata dall’On.Treu, completata poi da Biagi.
Un’agenzia interinale per avere la licenza deve essere presente in 4 regioni, 4 dipendenti nella sede principale 2 nelle periferiche. SCP è partita nel ‘98, nel 2000 l’autorizzazione iniziale, nel 2003 con la legge Biagi acquisisce l’autorizzazione ministeriale, con tutti i legami e i controlli a livello sindacale. Quindi un certo tipo di società, SPA lorc poi Srl con un deposito minimo di 600.000 € i depositi di garanzia … una serie di garanzie che devono essere rispettate.
la differenza tra agenzia interinale e le cooperative: il dipendente interinale è direttamente gestito dall’azienda, la cooperativa gestisce un servizio presso l’azienda e i dipendenti sono seguiti e gestiti dalla coperativa, il costo è pressoché uguale variano la modalità di rapporto contrattuale, il rapporto interinale può durare 36 mesi, dopo può continuare con una pausa.
Il contratto a termine non prevede preavviso, si è solo vincolati ad un periodo contrattuale  dopo ognuno è libero.
c’é un periodo di prova, proporzionale al contratto, entro il quale il datore di lavoro può decidere se il lavoratore gli va bene.
Il lavoro temporaneo secondo SCP è andato incontro ad una esigenza del mercato del lavoro che chiedeva più elasticità, dinamicità per rispettare le sfide del mercato, per essere più competitivi-
. Il lavoro interinale non ha creato il precariato, ha dato la possibilità di un lavoro determinato a chi non riusciva a trovarlo.
Sulle ore complessive in Italia, il lavoro interinale copre lo 0,9%, rispetto ai paesi anglosassoni siamo più bassi rispetto ad altri paesi leggermente sopra.
L’aspetto dell’immagine è strettamente personale, si può dire che l’azienda di una certa entità può tenerci e ricercarsi in proprio il lavoratore, la piccola il lavoro interinale è un’opportunità per valutare le capacità e il feeling con il futuro dipendente.
Scegliere una agenzia invece di un’altra è personale perchè la differenza di costo è minima.

Luigi Poncato presenta la sua attività di ricerca e selezione di personale, lavoratori collaboratori professionali e specializzati.

il lavoratore interinale può essere anche un dirigente, solitamente per periodi definiti o per i dirigenti a fine carriera.

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Leadership nelle squadre

Stefano Michelini, allenatore della  quadra femminile di A1 Basket Parma ed è stato spalla del commentatore sportivo Franco Lauro per Rai Sport più

Inizia la carriera come vice allenatore nel 1979 alla fortitudo Bologna

Allena successivamente in serie C, scalando la serie A e vincendo lo scudetto con Virtus Bologna juniores
Allena Squadre nazionali, approdando ai play off nel 90 con la Burghy Modena, mantenendo sempre livellidi eccellenza.
Per la nazionale italiana è stato assistente di Ettore Messina ai Campionati Europei del 93, responsabile tecnico Nazionale Under 20 nel 94, “scout” nel 95.

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